PASQUALE DI LENA
pubblico qui l’articolo di Pasquale Di Lena su @ltromolise.it
e che condivido in ogni virgola:
Il progetto di una diga a
Piano dei Limiti sul Fortore
| 2007-11-22 02:37:27 |
| di PASQUALE DI LENA – Perché un’opera inutile visto che già non c’è l’acqua che serve a riempire l’invaso? Dire no e pensare a costruire il futuro di questa nostra terra partendo dalla salvaguardia, tutela e valorizzazione del suo territorio, la sola e vera grande risorsa del Molise. |
| Parlo dell’accordo raggiunto, qualche giorno fa, tra i due governatori della Puglia e del Molise, sulla costruzione di una diga a valle di quella del lago di Occhito, a Piano dei Limiti, la zona che scavalca il Fortore per unire la Puglia ed il Molise e mi collego alle iniziative che altri, nel tempo, hanno preso per mettere in luce l’inutilità di un’opera e i danni che andrebbe a pagare il territorio interessato. Una immensa colata di cemento per cancellare, coprendo, un migliaio di ettari fertili, in attesa che arrivi acqua dai rivoli delle colline di Colletorto e di San Giuliano di Puglia, dalla parte del Molise, e dalle altre colline di comuni della Regione a noi confinante, la Puglia. Devo pensare che Vendola e Iorio si sono lasciati convincere dalla quantità di soldi messi a disposizione dal CIPE, che, a sua volta, si è lasciato convincere da qualcuno che, da dieci anni, porta avanti questa proposta. Cento e più milioni di euro, solo per il primo lotto, non sono certo poca cosa, ma, come è capitato nel passato, tanti soldi hanno spesso significato sprechi e rischi per il territorio, con vantaggi solo per le ditte appaltatrici e i progettisti, che, come si sa, hanno una naturale propensione per le opere gigantesche, anche se inutili o, addirittura, dannose per l’ambiente, il paesaggio, l’economia di un territorio. Dal lago sovrastante, Occhito, non c’è da aspettarsi neanche un pizzico di generosità, visto che quella poca acqua che ha, oggi più del passato, viene succhiata immediatamente dalla “assetata” Puglia che, si dice, è la Regione che ha il più alto consumo di acqua pro capite in Italia, ed, anche, in Europa. Ecco che la diga di Piano dei Limiti viene vista come una necessità per porre mano a questa grande sete. E così il Molise continuerà a regalare la sua fondamentale risorsa, il territorio, e, con esso, la sempre più preziosa acqua, dopo aver messo da tempo a disposizione della Puglia, appunto il lago di Occhito; dopo aver fatto dono di questo suo bene, anche alla Campania, e destinato l’acqua dell’invaso di Chiauci ( se verrà completato) all’Abruzzo e, dopo aver tolto, con la turbogas, acqua potabile alle nostre case ed alle nostre campagne. Un fatto questo di enorme gravità, soprattutto perché ha visto la classe dirigente del Molise impegnata solo ad isolare e sfiancare il movimento, che ha rappresentato fino all’ultimo l’ostacolo da eliminare per procedere. Oggi ci si lamenta che il lago del Liscione non riesce a ricaricarsi dell’acqua persa questa estate, senza chiedersi se non è colpa anche della turbogas, una struttura che di acqua ne beve tanta, forse quanta ne dovrebbe raccogliere (se ce ne fosse!) la diga di Piano dei Limiti, che dà solo utili alla società di De Benedetti e niente al Molise. Come si vede una serie di regali che vengono scambiati per atti di solidarietà del generoso Molise, anche a costo di spogliarsi di tutto, non pensando che la prima solidarietà, perché doverosa, è quella di pensare al futuro del Molise impegnando le sue non poche potenzialità. Una Regione di grande attualità, se ci fosse un minimo di consapevolezza sulla natura, la quantità e la qualità delle sue risorse, in primo luogo l’acqua, quale straordinario e fondamentale bene del suo territorio. Tutto questo nel momento in cui cresce l’allarme per il processo di tropicalizzazione del clima, cioè di ampliamento del periodo di caldo ed elevamento delle temperature medie, e tutti siamo convinti che l’acqua condizionerà il futuro, sia del Molise che della Puglia. Posso capire che non è da tutti pensare a questo futuro e preoccuparsi, così, di cosa succederà domani, ma non saper cogliere l’insegnamento del passato vuol dire, o non avere memoria o essere diabolico. Ed è diabolico Iorio e chiunque lo consiglia e lo asseconda, ma, è diabolico, anche chi non lo contrasta solo perché pensa ad altro o, perché, dalle parti dei Piano dei Limiti, è subentrata la rassegnazione, con i coltivatori proprietari di quei terreni che aspettano di essere espropriati, nella impossibilità di continuare ad andare avanti con la crisi pesante che vive l’agricoltura. Dopo anni di grandi sacrifici e dura fatica, i produttori (non solo quelli di Colletorto e d’intorni), rischiano di indebitarsi al punto di dover consegnare le chiavi delle proprie aziende alle banche, in mancanza di una programmazione dell’agricoltura e di una chiara volontà ad avviare politiche di rinnovamento di fronte ai cambiamenti epocali in atto. Certo, capisco che chi deve dare le risposte alla crisi dell’agricoltura trova più facile mettere a disposizione del produttore, che vede la diga come una opportunità per liberarsi della terra ancora bagnata del suo sudore e dei suoi sacrifici, la soluzione dell’esproprio. La domanda, che mi permetto di porre ai due governatori, è questa: perché non accordarsi per utilizzare le risorse a disposizione per riparare e/o ammodernare le condotte che sono, da lungo tempo, perdenti ( nel duplice significato di sconfitta e di perdita), invece di programmare una infrastruttura inutile e, per di più, mortale per una fetta di territorio delle due Regioni, visto che i 20 milioni di metri cubi di acqua (pari a 1/10 dell’invaso di Occhito ed a 1/8 di quello del Liscione), l’invaso di Piano dei Limiti non li vedrà mai? A Iorio dico di chiedere a Vendola solidarietà per il Molise, facendo mettere a disposizione della nostra Regione, dal Consorzio per l’Irrigazione della Capitanata, destinatario del finanziamento, una parte delle risorse, visto che anche nel Molise le perdite abbondano e, in più, c’è da assicurare che tutto il territorio molisano, che guarda la parte bassa del Fortore, sia attrezzato per l’irrigazione. In questo modo: 1) si salvano oliveti che danno uno straordinario olio e tanto terreno fertile; 2) si salva il territorio, con tutte le sue altre risorse, soprattutto ambientali e paesaggistiche, cioè il contesto, quello che esprime la nostra identità, confeziona un prodotto e lo rende inimitabile. E non solo, ma che diventa, anche, attrazione per un consumatore esigente, colto, che cerca ed apprezza la qualità e l’unicità; 3) si va ad utilizzare le perdite, nel momento in cui si va a riparare tutto quello che c’è da riparare, anche, per la salvaguardia, tutela e valorizzazione dell’ambiente.. Cioè porsi nelle condizioni di progettare il futuro; 4) si lascia il lago del Liscione, che, come dicevo prima, è già collassato, di riprendere la sua attività primaria di mandare acqua nelle case e nelle campagne del Basso Molise, ma, anche, di sviluppare le sue potenzialità nel campo paesaggistico – ambientale e turistico. Una semplice domanda, frutto di una lontana riflessione, che pongo all’attenzione dei due governatori ai quali, con tutti i pregi ed i difetti che, del resto, ognuno di noi ha, non manca la giusta sensibilità e, soprattutto, l’intelligenza di capire che non è proprio il caso di continuare a ripetere, oggi, gli errori che stanno condizionando il presente di tutti noi ed il futuro dei nostri giovani. Se la risposta è quella che ha portato a definire l’accordo, cioè, che il Cipe ha già finanziato l’opera, in particolare il 1° lotto, per oltre cento milioni di euro e non si possono perdere questi finanziamenti, perché non si vogliono spostare nella direzione che prima indicavo, allora è da credere che c’è qualcosa di diabolico nella prassi politico – amministrativa, che diventa incomprensibile ai più. In questo caso bisogna prendere atto, con grande amarezza e rammarico, che la svendita del Molise continua più di prima, questa volta con la complicità di un Presidente che ha la mia stima, Vendola, uno che sta dando ragione a chi, con le primarie, l’ha indicato a governatore di una Regione importante per il mezzogiorno ed il Paese, che va riscattando, nonostante sia passato poco tempo dal suo insediamento, un passato compromesso dalla cattiva politica amministrativa. |










D’ACCORDISSSIMOOOO!!!!
JOPLIN
22 Novembre, 2007 alle 4:22 pm