PIANO dei LIMITI tra storie e misfatti

GRANDI opere

Pubblicato su politica, stampa, torta by donolio su Dicembre 5th, 2007

Da un’ intervista a Marco Cedolin sulle grandi opere www.decrescitafelice.it

Quale manipolazione nei confronti dei cittadini si nasconde dietro il meccanismo delle grandi opere?Negli ultimi cinquant’anni la nostra società ha subito un mutamento radicale che ha conosciuto il proprio massimo nell’ultimo decennio. Contesti ritenuti un tempo pilastri imprescindibili della società, quali la famiglia, il lavoro, la comunità, sono diventati elementi sempre più incerti dell’esistenza. I ritmi sono frenetici, il tempo libero sempre più compresso, le occasioni di rapportarsi con il prossimo sempre più rare. Per la maggior parte delle persone, rinchiuse nel proprio microcosmo, la televisione e la frettolosa lettura di qualche quotidiano rappresentano la principale fonte di un’informazione spesso superficiale e frammentaria.
In un contesto di questo genere è stato semplice, per chi gestisce i grandi interessi economici ed ha il monopolio dell’informazione, veicolare nell’immaginario collettivo un messaggio fuorviante: la necessità di costruire opere sempre più grandi in grado di aumentare la crescita economica, lo sviluppo, le opportunità di lavoro. Secondo una pratica che si è consolidata nel tempo, i governi, fidando sull’aiuto di esperti e giornalisti compiacenti, hanno sedotto il cittadino, come si farebbe con un bambino. Costruiremo il TAV perché così potrai viaggiare più velocemente, le merci arriveranno prima e ci saranno meno TIR ad inquinare sulle strade, costruiremo il megainceneritore perché così si eviteranno le discariche, costruiremo nuove gallerie per velocizzare il traffico, costruiremo immense dighe perché l’energia idroelettrica è pulita, e così via: ogni opera è stata giustificata attraverso il mito del progresso che crea benessere e prosperità.

Spesso si parla del fatto che le grandi opere sono antieconomiche. La legislazione che regolamenta questo tipo di progetti permette, anzi favorisce uno, sperpero di denaro inaudito. La classe politica, a livello trasversale senza escludere nessuno, è connivente con la classe imprenditoriale?
In ambito di grandi opere la legislazione è stata costruita in maniera da essere funzionale ai grandi potentati economici e finanziari. La commistione fra pubblico e privato, la creazione dei general contractor, l’assoluta mancanza di una norma che pretenda accurati studi sui costi/benefici delle singole opere come prerogativa alla loro realizzazione, ne sono la dimostrazione. Quasi sempre i costi ed i tempi di realizzazione di una grande opera vengono pesantemente sottostimati, al fine di renderla “presentabile” e magari vincere la gara di appalto al ribasso. Poi in corso di realizzazione i tempi si allungano a dismisura ed i costi incrementano in maniera esponenziale fino al 500%, come è accaduto in Italia per alcune tratte TAV. Al contrario i benefici e il ritorno economico di una grande opera in fase di progetto sono sovrastimati spesso in maniera addirittura ridicola al fine di accreditarla come necessaria. Solamente quando l’opera è terminata ci si trova di fronte all’evidenza che i flussi di traffico reali sono 1/6 rispetto a quelli previsti, che il megainceneritore è una scelta fallimentare e può sopravvivere solo grazie agli incentivi statali, che il costo dell’energia prodotta attraverso una megadiga supera di 3 volte quello nazionale.

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